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Turismo termale


Secondo l’Organizzazione mondiale della Sanità «La medicina termale è una delle più antiche forme di terapia dell’Occidente e in tal senso è da considerarsi una medicina tradizionale». In quest’ottica, le «Thermae», quale complesso integrato di risorse naturali, di strutture e di servizi, possono essere il punto d’incontro tra diverse forme di cultura medica finalizzate non solo alla terapia e alla riabilitazione, ma anche al mantenimento della salute.


Le prime terme romane nacquero in luoghi dove era possibile sfruttare le sorgenti naturali di acque calde o dotate di particolari sali minerali e doti curative ideali per rigenerare il corpo e la mente, “mens sana in corpore sano”.


È sempre l’OMS che evidenzia l’ampia portata del concetto di salute definendola non solo come assenza di malattia, ma come uno stato di benessere psicofisico generale. Tutelare la salute, quindi, non significa più semplicemente il superamento o la cura di una situazione patologica ma, prima ancora, la prevenzione e la promozione del bene-essere e lo sviluppo delle capacità personali (c.d.empowerment), tenendo conto delle differenti condizioni di ciascuno.


Il termalismo, pertanto, va inquadrato non solo in termini di efficacia terapeutica, ma anche di prevenzione e di mantenimento ottimale dello stato di salute e benessere. In sostanza, si tratta di passare da una “concezione statica” dello stabilimento termale (legata solo al termalismo terapeutico) a una “concezione dinamica” di percorso termale, nel senso più ampio di wellness e di educazione verso gli stili di vita salutari.


È nata negli ultimi anni una nuova concezione di “benessere termale”, l’unico a giovarsi del valore aggiunto dato dall’utilizzo di risorse, di strumenti e di esperienze termali: in altre parole si validano e si caratterizzano quei trattamenti finalizzati al benessere che possono essere praticati solo nei centri termali, distinguendoli dagli altri che possono essere effettuati ovunque. Il benessere termale va quindi inteso come superamento e integrazione della distinzione e della contrapposizione fino ad oggi esistente tra la concezione termale tradizionale e quella del benessere.


L’Italia nel contesto mondiale occupa una posizione di primaria importanza sia per la qualificazione delle cure che per la modernità delle strutture. I Centri termali presenti nel nostro paese sono infatti oltre 380 distribuiti in 20 Regioni e 170 Comuni, essi offrono un’ampia varietà di acque destinate all’impiego in diverse aree cliniche (soprattutto per dermatologia, sindrome metabolica, muscolo-scheletrica, riabilitativa e respiratoria).

Il settore termale rappresenta una realtà di grande rilevanza con importanti potenzialità di carattere terapeutico, preventivo e riabilitativo per molte patologie di forte impatto sociale dal punto di vista della diffusione, della necessità di interventi prolungati, della possibilità di danni permanenti.


Il tradizionale concetto di termalismo legato alla sua funzione sanitaria, di diretta competenza del Sistema Sanitario Nazionale, si affianca oggi al concetto di benessere, quello indotto dai trattamenti legati al wellness e promosso dalle cosiddette beauty farm, che risulta in forte sviluppo e con importanti ripercussioni sul turismo delle aree interessate. Pur essendo quindi necessario mantenere distinti questi due settori, è opportuno però creare le dovute sinergie e l’individuazione degli strumenti più appropriati per lo sviluppo di entrambi gli ambiti che confluiscono nel nuovo concetto di termalismo. Quest’ultimo implica risposte più adeguate ai nuovi bisogni di salute legati all’ambiente termale e valorizzazione delle peculiarità termali dell’Italia, anche in ambito internazionale, considerando il coinvolgimento di diversi protagonisti e di competenze molto ampie e diversificate.


Il Tavolo Tecnico Termalismo ha effettuato una ricognizione dello stato dell’arte del termalismo nazionale, avvalendosi degli apporti di esperti dei Ministeri della Salute, dello Sviluppo Economico, dei Beni Culturali e del Turismo, delle Regioni, di INPS e INAIL (questi ultimi anche in funzione dei nuovi protocolli di cura che dovranno essere individuati in base a quanto previsto dalla Legge di Stabilità 2016), di Federterme, di ANCOT nonché di numerosi docenti universitari ed esperti predisponendo concrete proposte diversificate finalizzate alla innovazione terapeutica e alla ripresa ed al rilancio del patrimonio termale italiano unico delle acque minerali specifiche del territorio.


Al livello nazionale l’assistenza termale è inclusa tra le attività descritte nel Capo III (assistenza distrettuale) del dPCM 12 gennaio 2017, ed è erogata dal SSN nell'ambito dei livelli essenziali di assistenza (LEA) ai cittadini affetti da determinate malattie che possono trarre "effettivo beneficio" da questo tipo di cure.


Le prestazioni termali a carico del SSN finanziati dall’ASL o dall’INPS consistono in cicli di trattamenti personalizzati destinati a specifici disturbi e includono, in ogni caso, la visita medica all’atto dell’accettazione da parte dello stabilimento termale.

Gli assistiti possono usufruire al massimo di un ciclo di cure ogni anno con l’eccezione dei soggetti riconosciuti invalidi, che possono fruire di un ulteriore ciclo, correlato all’invalidità riconosciuta. Il ciclo può prevedere sei trattamenti con fanghi per una settimana, sei bagni termali e massaggi terapeutici di vario genere come massaggi drenanti e muscolari.


Per accedere ai trattamenti termali a carico del SSN, è necessaria la prescrizione del proprio medico di famiglia o di uno specialista, con l’indicazione della patologia e del ciclo di cura da erogare. In base alla normativa nazionale, a decorrere dal 1° gennaio 2017 il ticket dovuto per queste cure dagli assistiti non esenti è fissato in 65 euro.


Il termalismo rappresenta dunque uno dei diversi approcci sostenibili al turismo, sostenibile sia per la salute e la cura del corpo che per il territorio e le comunità locali.


Dovigo Sofia

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